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Edilizia Pubblica: la mia intervista su ProntoPro

Lo scorso 27 marzo sulle pagine del blog del portale Pronto-Pro, sono stata intervistata nell’articolo Edilizia pubblica: l’esperta ci spiega i meccanismi che la regolano. Per chi non conoscesse questo sito, basti sapere che è uno dei principali portali in Italia dove la committenza può incontrate ed assumere professionisti per diversi servizi.

Qui riporto una serie di passaggi salienti, su cui mi piacerebbe confrontarmi con te che mi leggi…


Parliamo di edilizia pubblica. Come si partecipa ad una gara d’appalto?

Ci sono diversi modi di partecipare ad una gara di appalto o, comunque, di poter accedere ad un incarico professionale per lavori pubblici.

Il modo più semplice ed accessibile a tutti i professionisti, giovani e non, è quello di iscriversi negli elenchi dei professionisti di fiducia dell’Ente e sperare, prima o poi, di essere scelti e selezionati in una procedura di affidamento diretto (per lavori al di sotto dei 40.000 euro) o in una selezione di 5 o più professionisti che vengono chiamati a fare un’offerta su un determinato incarico (di progettazione, di direzione lavori, di sicurezza o altro per lavori al di sotto dei 150.000 euro).

Le gare di progettazione definitiva/esecutiva, di importi superiori ai 150.000 euro e svolte mediante “procedura aperta”, iniziano ad essere un po’ meno accessibili per i liberi professionisti.

Le gare di progettazione definitiva/esecutiva, di importi superiori ai 150.000 euro e svolte mediante “procedura aperta”, iniziano ad essere un po’ meno per tutti: infatti oltre ai requisiti di carattere generale, ovvero di essere un professionista abilitato, bisogna possedere i requisiti specifici e quindi avere un fatturato maturato negli ultimi 3 o 5 anni di una certa entità, aver svolto negli ultimi 5 o 10 anni lavori analoghi a quelli oggetto della gara, non solo nella tipologia (classe e categoria) ma anche nell’importo dell’appalto, aver svolto due lavori specifici che da soli raggiungono il valore dell’appalto oggetto della gara ed avere un numero minimo di dipendenti o colleghi ritenuto congruo allo svolgimento del lavoro.
Ragion per cui i professionisti cercano di raggrupparsi per raggiungere e soddisfare assieme tutti i requisiti richiesti.

Una vera e propria impresa, anche perché se per qualche anno rimani fuori dal mondo dei lavori pubblici, una vecchia esperienza non viene più presa in considerazione come se non fossi più in grado di svolgere quanto già fatto in passato.

Ci sono degli standard di progettazione da rispettare in ambito pubblico che non ci sono nel privato? Se sì, quali?

In realtà gli standard di progettazione non attengono al pubblico o privato ma alla destinazione d’uso di un edificio: l’unico aspetto che contraddistingue un edificio pubblico dal privato è la sua accessibilità, che nel pubblico deve essere garantita a tutti gli individui con o senza disabilità.

Invece, per tutto il resto è a seconda della funzione di un edificio che variano i mq minimi da rispettare nel dimensionamento degli spazi, le condizioni igienico-sanitarie da soddisfare e la sicurezza da garantire sia nel calcolo strutturale antisismico che nelle prescrizioni antincendio.

Bisogna garantire sempre comfort abitativo dimensionando correttamente gli spazi in base alla funzione (residenze/spazi commerciali/scuole/uffici/ospedali), garantendo il giusto apporto di luce e aria e poi bisogna garantire l’incolumità degli occupanti di un edificio e quindi, a seconda del loro numero (indice di affollamento), dimensionare la struttura (classi d’uso e coefficienti d’uso degli edifici) e prevedere misure di prevenzione e vie di fuga in caso di incendio.

Dopo di che è il tipo di intervento che detta le regole di calcoli, verifiche e negli ultimi anni di prestazioni energetiche da rispettare: se sto costruendo un nuovo edificio o eseguendo una ristrutturazione totale, la progettazione deve avvenire nel totale rispetto della normativa vigente e per quanto attiene le prestazioni energetiche deve ricorrere il più possibile all’uso di energie rinnovabili e a tecniche costruttive del fabbricato che lo rendano il più possibile un edificio ad energia quasi zero.

Se sto facendo semplice manutenzione straordinaria alcuni requisiti non sono tenuta a soddisfarli.

Ci racconti un tuo progetto particolarmente rappresentativo?

L’ultimo progetto di rilevanza pubblica, ma in realtà di committenza privata, risale al 2012, quando assieme ad altri tre colleghi ci siamo aggiudicati la progettazione definitiva dell’intervento di riqualificazione dell’immobile di proprietà di Inarcassa, sito in Bari sul Lungomare Nazario Sauro n.39, al fine di adibirlo ad uffici pubblici.

Peculiarità dell’intervento è stata la connotazione storica del fabbricato, che costituisce non solo parte integrante del profilo cittadino visto dal lungomare Nazario Sauro, ma anche un punto di riferimento nella memoria dei cittadini baresi: infatti i suoi austeri spazi erano occupati dalla Sisal che li utilizzava per lo spoglio, allora manuale, delle schedine del Totocalcio. Inoltre il fabbricato, risalente agli anni ’50, è vincolato come bene di interesse storico artistico, quindi la progettazione ha recepito anche il parere della sovrintendenza.

Gli aspetti principali della progettazione hanno riguardato il miglioramento dei collegamenti verticali e l’efficientamento energetico.

Per quanto riguarda il primo aspetto è stato reso accessibile l’ingresso e l’accesso all’ascensore che partiva da una quota di 2,40 m rispetto all’entrata: il volume a doppia altezza dell’ingresso ci ha consentito l’inserimento di una piattaforma elevatrice a vista in cristallo a fianco di una nuova scala di arredo. Inoltre è stato prolungato il vano corsa dell’ascensore esistente fino al piano interrato da destinare ad archivio, finora raggiungibile solo attraverso le scale.

Per quanto riguarda il secondo aspetto si è provveduto a migliorare l’efficientamento energetico intervenendo sia in maniera passiva che attiva, mediante: sostituzione dei vecchi infissi in anticorodal con nuovi in alluminio a taglio termico; realizzazione di isolamento in copertura e sulle facciate interne; realizzazione di vespaio areato al piano seminterrato al fine di migliorare l’isolamento della chiusura di base del fabbricato; sostituzione del vecchio impianto di riscaldamento con caldaia a gasolio con nuovo impianto di climatizzazione (caldo/freddo) ad espansione diretta di tipo VRF a recupero di calore e produzione di acqua calda sanitaria; inserimento di rivelatori di presenza persone aventi lo scopo di spegnere le luci dopo un determinato tempo in caso di assenza di operatori in loco, ciò al fine di contenere i consumi di energia elettrica.

Infine, visto che all’interno dell’edificio vi saranno numerosi siste­mi da gestire (illumi­nazione, climatizzazione, accessi, sis­temi d’allarme incendio, ecc.), è stato previsto l’utilizzo dei “Building Management Systems”, ovvero i sistemi per la gestione integrata di tutte le funzioni tecnologiche di un edificio, al fine di automatizzare i vari processi e gestirli al meglio.


La tua esperienza lavorativa rispecchia le mie qui sopra esposte? Ci sono stati fattori completamente diversi – in positivo o negativo – che ti piacerebbe condividere con noi? La sezione Commenti è qui a posta…

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